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La libreria Anitamou (dal  greco Ανιταμου, Anita o cara) ha una sede fisica nell’area da cui la civiltà classica si è originata in quanto i suoi libri custodiscono la classicità e ne sono la metamorfosi in questi primi vagiti del  nuovo secolo.
Avere a che fare con i libri, si sa, pone dilemmi. Anita coi suoi autori tenta risposte, cfr più avanti. Per un primo sketch della libreria si aggiunge solo che essa è biblioteca e cenacolo di interpreti, banco di vendita e laboratorio di conversazioni.
Creta è il luogo, Porto dei Delfini, il nome poetico. Il golfo è al capolinea degli autobus che da Iraclio portano a sud est

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all’attracco di tutti i ferries per l’Oriente: per questo scalo passò infatti il suo influsso e prese forme originali. Il sole a picco qui è benevolo e non è soltanto luce:
nutre frutti e illumina.
Alcuni millenni or sono il giovane Principe dei gigli, il cui ritratto sussiste nel museo di Cnosso, proveniva dalla Mesopotamia e cercava terra fertile per i suoi bulbi di gigli, scese a questo approdo,
esplorò l’isola e la scelse come base.

Sulle fondamenta del suo primo riparo è la libreria. 

 

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